di Chiara Maciocci

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In concorco al Festival del Cinema di Roma, Il mistero della casa del tempo, ultimo film del regista Eli Roth, racconta la storia di Lewis, ragazzino di dieci anni rimasto da poco orfano che, spaesato, si ritrova a vivere nella vecchia casa dell’eccentrico Zio Jonathan (interpretato da Jack Black) insieme alla migliore amica di lui, Mrs. Zimmerman (interpretata da Cate Blanchett); insieme, essi dovranno imbarcarsi in una missione segreta dai tratti oscuri e sensazionali, dove Lewis verrà a contatto con il variopinto e inquietante mondo della magia.

Tra horror e film per famiglia, in cui ci si può spaventare ma anche divertire, Il mistero della casa del tempo è, nelle parole del regista, “una storia che racconta come, quando accadono cose terribili, alcuni vogliono andare avanti e affrontarle, mentre altri vorrebbero tornare indietro nel tempo per non farle succedere.”; e ancora: “È un vero film horror per ragazzi e famiglie. Volevo realizzare qualcosa che somigliasse a Gremlins, E.T. o I banditi del tempo: qualcosa di fantastico e in stile Halloween. In questa storia ci sono zucche, ci sono automi. C’erano molti elementi del libro e della sceneggiatura che ho sentito vicini. Soprattutto Lewis, questo ragazzino disadattato. Non sono cresciuto da orfano, ma sono sicuramente cresciuto da escluso ed emarginato.”

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Ciò che il film di Roth persegue è la familiarità della magia all’interno della realtà quotidiana, la scoperta di un luogo in cui quelle stranezze criticate dalla società possano al contrario essere valorizzate e trasformate, infine, nella via di fuga privilegiata da una vita frammentata. La condizione di Lewis, il quale si ritrova ad essere solo, lasciato orfano e desolato in una casa scricchiolante che non è la sua, è emblematica dell’emarginazione che non trova un posto in cui venire a essere nel mondo, della solitudine che lotta per trovare qualcuno con cui condividere le sue esperienze. E infine, dopo le avventure più disparate e avvincenti, quella famiglia tanto desiderata, che possa accogliere ciò che veramente siamo, viene trovata: Lewis, lo zio Jonathan e Mrs. Zimmerman trovano gli uni negli altri una dimora reciproca, in cui la magia che è dentro di loro (e dentro ognuno di noi) possa esprimersi al massimo delle sue possibilità.

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